L'Italia, i seggi al Parlamento di Strasburgo e la cittadinanza europea di residenza
By Europe on Thursday, October 18 2007, 16:03 - La voce dell'Europa - Permalink
La questione dell'attribuzione dei seggi a ogni singolo paese dell'Ue e le conseguenti rimostranze del governo italiano per la riduzione del numero degli eurodeputati italiani meritano un approfondimento per meglio capire la posta in gioco.
Il problema non è tanto la riduzione degli eurodeputati italiani e la supposta parità con Francia e Gran Bretagna, cosiccome ci viene ripetutamente sottolineato dai commentatori politici nostrani, quanto piuttosto la nuova ondata di nazionalismo che sta mettendo a repentaglio i progressi ottenuti dal processo di integrazione europea.
Le avvisaglie di questo risveglio neonazionalista le abbiamo già intraviste durante l'ultimo consiglio europeo di Bruxelles a giugno con le intemperanze e i successi ottenuti da Sarkozy, dai gemelli Kaczynski e da Blair.
Tutti i paesi europei grazie a decenni di sviluppo pacifico del processo di integrazione europea sono riusciti a rafforzare le proprie economie al riparo da turbolenze finanziarie planetarie. E grazie alla coperta europea credono di poter contare ancora qualcosa nello scacchiere internazionale. Basta vedere, per esempio, l'attivismo del Presidente francese che porterà la Francia a rientrare nella Nato.
I paesi europei sono, in realtà, polvere senza sostanza. La presunta sovranità nazionale è una semplice chimera. I paesi europei possono contare qualcosa solo se si presentano uniti altrimenti le pretese nazionaliste di governare e orientare la globalizzazione risultano evidentemente inefficaci e risibili.
Veniamo alla sostanza della questione. Il governo italiano si vuole impuntare per riavere la parità dei seggi all'Europarlamento con la Francia e la Gran Bretagna sulla base di un conteggio che prevede di rappresentare solo i cittadini nazionali e non i residenti. Sebbene sia formalmente giusta la posizione italiana, che prevede la rappresentanza nel Parlamento europeo dipendente da coloro che possono votare (ovvero chi possiede la cittadinanza nazionale), occorre anche considerare che l'attribuzione dei seggi basata anche sui residenti darebbe un nuovo slancio a coloro che sostengono la campagna per una cittadinanza europea di residenza con la quale si vuole allargare la cittadinanza europea anche ai residenti. Con tale opzione emergerebbero dal limbo europeo milioni di persone che vivono e lavorano nel nostro continente da tantissimi anni, che contribuiscono alla produzione della ricchezza europea, ma che non godono ancora dei diritti politici di cittadinanza. Si tratta di una battaglia di civiltà e di democrazia in un continente che può diventare un esempio di convivenza multietnica per il mondo intero.
In questo contesto il ventilato veto italiano per qualche seggio in più nell'Europarlamento risulta chiaramente di segno nazionalista e conservatore. Anche l'Italia, paese europeista per eccellenza, cadrebbe nel calderone neonazionalista.
Una domanda andrebbe rivolta ai governanti che ci rappresentano in Europa: "Perchè non avete usato la minaccia di veto durante il consiglio europeo di giugno per arginare le derive nazionaliste provenienti da Francia, Gran Bretagna e Polonia? Perchè non avete sostenuto il mantenimento dei simboli dell'Unione: la bandiera, l'inno e il motto? Perchè non avete fatto battaglia per mantenere il termine Costituzione e la Carta dei diritti nella loro formulazione originaria? E se, proprio, si vuole usare il diritto di veto, perchè non farlo per alzare la posta in gioco al fine di realizzare quell'Europa libera e unita immaginata da Altiero Spinelli di cui quest'anno ricorrono i 100 anni della nascita."
Invece di sventolare in ogni occasione un federalismo europeo di facciata (facendosi vedere in quel lembo di terra dove è stato pensato e scritto il Manifesto di Ventotene) occorrerebbe, da parte di coloro i quali hanno la responsabilità politica nazionale, fare della lotta per la democrazia europea una priorità assoluta rilanciando il processo costituente e superando le contraddizioni non risolte nel Trattato di riforma con un'apertura democratica verso la partecipazione dei cittadini sui contenuti e le forme dell'Europa cosmopolita del XXI secolo.
Comments
Non credo si possa parlare di "risveglio neonazionalista". Parlerei piuttosto di "business as usual".
Si pensi alle crisi di "I want my money back", alla sedia vuota, alle infinite riforme della PAC e all'approvazione dei bilanci. Erano e sono tutti tira e molla nazionalisti. L'Europa è un'organizzazione di contrattazione continua fra gli Stati nazionali. E' questa la sua forza: il fatto che si tratti di un dilemma del prigioniero ripetuto all'infinito le consente di evitare esiti subottimali.
Perché mi esprimo in termini così accademici? Perché il tono dell'articolo qui sopra è così retorico da dimenticare i fondamentali: la storia e la teoria dell'integrazione europea. E' un'invenzione, è fantasia.
Anch'io sono un convinto europeista e vorrei vedere l'Europa andare verso una soluzione federale. Ma astrarsi dalla realtà non ci è di nessun aiuto.
Diciamoci allora la verità: il principio di parità fra i 4 grandi - che esclude la Germania solo per quanto riguarda il Parlamento - deve essere rispettato affinché tutti gli Stati membri possano combattere con convinzione per il federalismo. Un leggero scarto fra cittadini e residenti non può giustificare la gerarchizzazione dei 4.
Piuttosto, secondo me, lo scandalo della relazione approvata dal Parlamento mostra l'isolamento dei deputati italiani, grandi assenteisti nei gruppi di lavoro e malvisti da tutti gli altri deputati. Se gli eurodeputati italiani lavorassero meglio e di più, se credessero nell'Europa invece di seguire sempre e soltanto la propria circoscrizione in Italia, un voto del genere non l'avremmo mai visto.
Non posso che esser d'accordo con l'idea di una cittadinanza di residenza... un po' di tempo fa abbiamo cominciato a parlarne nel magazine http://www.cafebabel.com/it/dossier... dando voce a quanti come Paul Oriol ne hanno fatta una bandiera...